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Ogni anno gli interventi di manutenzione su foreste e boschi mediterranei e siciliani generano rifiuti e scarti organici, la cosiddetta “biomassa legnosa naturale”. Questo tipo di combustibile emette una quantità di anidride carbonica uguale a quella che viene assorbita dalle piante durante la crescita. Allora, perchè non sfruttare questo combustibile per produrre energia e calore in modo ecologico? Il risultato sarà nessun effetto serra e nessun danno per l’ambiente. È quello che si chiede il progetto PROFORBIOMED, finanziato nell’ambito del programma europeo MED – 2007/2013, che giunge a conclusione dopo tre anni di lavori e 18 partner coinvolti di 6 Paesi europei. Durante il convegno finale a Palermo – che ha avuto luogo nella sede del Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali dell’Università – è stato presentato un progetto pilota per l’utilizzo, a livello locale, delle cosiddette “biomasse” residuali forestali di scarto.

Il progetto PROFORBIOMED è partito monitorando i boschi artificiali (rimboschimenti) di quello che presto sarà il Parco dei Monti Sicani, in quale produce 1.196.133 tonnellate di biomassa. Di questa circa il 28% può essere prelevata e convertita in energia, nell’ottica di un piano di rinaturalizzazione dei boschi.

Un Comune (nel cui territorio vi sono boschi) potrebbe produrre energia sufficiente da riscaldare una scuola oppure una piscina e gli edifici pubblici, senza gravare sul bilancio comunale, e nel pieno rispetto dei principi della sostenibilità. PROFORBIOMED prevede che ciascun comune utilizzi solo gli scarti prelevati dal proprio territorio, in modo che il legno di scarto non vada trasportato a centinaia di km di distanza, così non inquina e non costa. Solo adottando un piano di gestione, i bilanci dei comuni sui Monti Sicani, sui Nebrodi e sulle Madonie potrebbero trarne giovamento.

Visto che la legge sullo smaltimento classifica questi scarti come rifiuti speciali non pericolosi e ne vieta la bruciatura se non per la produzione di energia e calore, il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale ha in programma di “replicare” il modello gestionale proposto da PROFORBIOMED in altre aree delle Sicilia, solo nei posti in cui esistano condizioni analoghe a quelle presenti su Monti Sicani.

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