Pane nero

Dalla Sicilia agli Stati Uniti, il pane nero di Castelvetrano vola verso Manhattan, New York. Questo prodotto di antica tradizione viene realizzato mischiando due semole, quella di grano biondo siciliano e quella ricavata da una varietà di grano duro locale raro il cui nome è “tumminia”, entrambe macinate in mulini a pietra naturale.

Filippo Drafo, definito “l’ultimo dei mugnai, il cacciatore di antichi mulini a pietra”, si è posto come obiettivo la valorizzazione del grano siciliano. Tutto è nato per caso tramite una telefonata con Nick Accardi, nato negli Stati Uniti, ma da genitori castelvetresi. Quest’ultimo, quotato chef, ha deciso di produrre il pane nero di Castelvetrano importando la farina pregiata dall’azienda dei Molini del Ponte di Castelvetrano di Filippo Drago.

Nick Accardi ha comprato due forni a legna a riscaldamento diretto e li ha chiamati Etna e Vesuvio che gli serviranno per cucinare il pane nero con il lievito madre e condito con il sale marino di Trapani. La scorsa estate il noto chef americano di origine castelvetranese, vinto dalla nostalgia della terra dei genitori, si è incontrato con Filippo Drago e già i primi 800 chilogrammi di farina per fare il pane nero sono arrivati in America.

Grazie alla passione di Bonetta dell’Oglio, chef dai sorprendenti rapporti internazionali e ambasciatrice del Made in Sicily nei circuiti di Slow Food, Filippo Drago dichiara:”siamo presenti in Inghilterra, Brasile, Olanda e Stati Uniti”.

Ormai non si contano più i riconoscimenti per questo antico prodotto della tradizione culinaria tipica castelvetranese. Nelle scorse settimane è pervenuta anche una significativa certificazione per il pane nero: arriva un marchio di qualità certificata per il pane tipico di Castelvetrano.

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